mercoledì 4 febbraio 2015

Il cane in ufficio, why not?

Violet, il cane all'ufficio di The Guardian


Forse stavo aspettando una notizia del genere per ritornare a scrivere un post. Che i tempi cambiano e che normalmente lo fanno in avanti è una verità che prima o poi ce la troviamo di fronte. Questa volta però lo fa per bene; vicino a Barcelona, un'azienda dedicata a fare prodotti per animali, ha deciso di permettere, anzi di favorire che i loro impiegati possano portare i loro cani in ufficio. Si si, avete letto benissimo, si chiama la dita: Affinity-Petcare . E nonsolo, ha anche deciso di dedicare un'intera stanza all'interno dell'azienda chiamata "Doggy Zone" ben attrezzata e mirata per diventare la sala giochi e di svago dei cani. Non è incredibile?

I benefici di portare il cane con sé al lavoro sono moltiplici. La loro manager di risorse umane Teresa Niubó afferma che portare il cane in ufficio reduce lo stress e apre la porta alla felicità dei dependenti, fatto che si traduce in un aumento importante della produttività, oltre a la scesa senza paragone dell'assenteismo. Ogni volta di più, ci sono studi che confermano l'idoneità di questa pratica. Pian piano appaiono più aziende che implementano con normalità il fatto sebbene quasi tutte all'estero. Si potrebbe cominciare con iniziative come questa di portare il cane per un giorno al lavoro, tanto per dimostrare che è possibile, basta organizzarsi.

Vorrei aggiungere delle tips per coloro che desideranno portare i loro cane in ufficio:

- Per prima cosa chiede permesso.
- Portate solo cani ben educati e socialzzati
- Dategli del tempo per perlustrare l'intorno, annusare e poi fategli accomodarsi accanto a voi
- Presentategli ai colleghi di lavoro
- Non dimenticate dargli dell'acqua, i suoi giocatoli, la cuccia, snacks...
- Avvisa i colleghi se devi lasciare il cane da solo.

Mi auguro che arrivi presto anche in Italia questo modello di lavorare e di convivere, perché tutto sommato non è altro che un modo di con-vivere, un'abitudine culturale che ci renderebbe più felici sicuramente. Io ci sto volentieri ;)

sabato 19 luglio 2014

hai un cane? hai un coach!!!

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle :)








Vi auguro a tutti una bellissima state 2014 ;)

Miga.

ife - facilitatore

giovedì 12 giugno 2014

La colpa


Gli umani sono molto bravi a dare la colpa di qualunque cosa agli altri. Più quando l'altro non si può difendere, come noi animali, diventado così un perfetto capro espiatorio. Vi ricordate le leggende al riguardo di quei cani pericolosi, cattivissimi di cui si doveva stare alla larga? Si sa e si è sempre saputo che erano e sono tutt'oggi chiacchere mirate a creare uno stato emotivo collettivo di paura nei loro confronti. Lo scopo di tale tattica non me ne può fregar di meno ma il risultato di quella assurdità, lo stiamo pagando in tanti cani che vedono come a livello anche legale, ci è vietato l'ingresso a tanti posti o peggio siamo condannati a una vita buia e senza stimuli di nessun tipo,abbandonati alla noia in giardino, legati pure a una catena, isolati e tante volte maltrattati anche fisicamente.

Chi ha bisogno di catene e di stare alla larga sono tanti umani senza scrupoli la cui vita è stata così nefasta che se la prendono appunto con chi non si può lamentare ne difendersi, perchè ahimé, se ti azzardi a fare un solo gesto di sconforto o di fastidio, verrai sicuramente preso come un cane cattivo, colpevole di ogni cosa, ci mancherebbe altro.

Io chiederei alle persone intelligenti e che hanno un cuore, un enorme favore. Li chiederei di non guardare altrove, di smettere di concedere a questi boia l'impunità ancora una volta, che ci siano degli especialisti contrastati di ogni materia, cinofila e non, con l'obiettivo di sminuire questa ignoranza che fa davvero male. Visto che siete voi umani i responsabili di occuparvi di tutto quanto riguarda a noi; mangiare, uscire e socializzare, dove dormire, ecc., potevate fare in modo di facilitare la convivenza, che alla fine è di quello che si parla, di convivere, no?

Dai, io vi do la zampa ;) camminiamo insieme?
Miga

venerdì 25 aprile 2014

Trappole

Adesso sto più tranquilla. È passata qualche ora da quando mi sono vista intrappolata in un aggeggio infernale fatto da fil di ferro che mi ha preso la mia zampina posteriore e mi ha reso prigioniera. Accanto a me c'era un povero leprotto in fin di vita. Ecco le foto:

Trappole al parco San Maurizio al Lambro 
Mio papà (grazie babbo) ha dovuto faticare per raggiungermi (era una discesa molto pronunciata) e meno male che è riuscito a disfare il nodo che mi immobilizzava. Per fortuna, mi è andata bene e non mi sono fatta ferite importanti. Destino molto diverso di quel leprotto accanto. 

Ma, secondo me, questo è una vergogna, cioè, c'è gente che va in giro mettendo delle trappole nelle tane delle lepri nei parchi milanesi (questo di cencreto; tra Sesto San Giovanni e San Maurizio al Lambro, qui la cartina), che ne fanno dopo... le mangiano? Pensavo che questa pratica era vietata da lungo, e certamente nessuno ha mai pensato a noi cani che andiamo in giro con i nostri padroni... e se fosse stato un bambino a cadere nella trappola? Ragazzi, comincio a guardare con simpatia a quelle persone che alzano la voce (e forse fanno qualcosa di più) per proteggere la natura. Nessuno si rende conto che tutti noi formiamo parte dello stesso sistema? Nessuno si prende più la responsabilità delle proprie azioni? 

Io sono sconvolta. Non puoi girare liberamente in città perché ci sono le macchine. Nelle zone pedonali guai se scatta qualche scontro con altri cani o con altre persone, non importa la causa o chi sia il vero colpevole, ma, nemeno possiamo goderci liberamente un parco enorme o un campo vicino! Non so cosa pensate voi. Scrivo queste linee un po' per sfogo, un po' per avvisarvi, attenzione se andate al parco Lambro perché ci sono delle trappole di fil di ferro!

 
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